Sonntag, 7. Juni 2026

bis 13.09.2026 - Alte Pinakothek - Erfolgausstellung "Wie Bilder erzählen"

München-TIPP: Alte Pinakothek verlängert Erfolgausstellung "Wie Bilder erzählen"

 

Ein Sommer der Unterhaltung durch Alte Meister - auch das ist München: „Wie Bilder erzählen“ Storytelling von Albrecht Altdorfer bis Peter Paul Rubens in der Alten Pinakothek in München

 

Ausstellungslaufzeig bis 13. September 2026 verlängert 


München. Die erfolgreiche Ausstellung „Wie Bilder erzählen“ wird bis 13. September 2026 verlängert: Altdeutschen und Altniederländischen sowie der Flämischen Malerei des 16. und frühen 17. Jahrhunderts mit umfangreichen Begleitprogramm und vielfältigen Angeboten bringt immer neue Anregungen, sich mit dem Thema „Storytelling“ auseinandersetzen. In den Gemälden der Alten Meister finden wir kraftvolle malerische Instrumente die der  Weitergabe kultureller Werte sowie eine moralische Belehrung ebenso beinhalten wie eine bunte gesellschaftlichen Reflexion. Der Blick auf die Gesellschaft in den Gemälden spiegelt die historischen Realitäten und schafft eine ideale Weltsicht aus der Zeit der Maler und ihrer Auftraggeber. Die Besucher der Ausstellung erfahren, wie man Bilder und ihre Botschaften aus anderen Zeiten entschlüsselt. Und ein SOMMERTIPP während der Ausstellung: Zusätzlich gibt es die Sommerfeeling-Vibes  am 22. Juli ab 19.00 Uhr zum After Work „Wie Bilder erzählen” in der Alten Pinakothek und auf der Südwiese mit G.Rag & den Landlergschwistern.

Alte Pinakothek unten Rechts - Collage mit Pinakothek der Moderne, Foto: Helga Waess (Pressefotoarchiv)

Ein Wiedersehen mit alten Bekannten, aufregende Entdeckungen und spannende Geschichten - all das verspricht die Ausstellung „Wie Bilder erzählen“ in der Alten Pinakothek

Die nach Themen geordnete Hängung stellt Werke aus den Bereichen der Altdeutschen und Altniederländischen sowie der Flämischen Malerei des 16. und frühen 17. Jahrhunderts aus dem eigenen Bestand in einen neuen Kontext und beleuchtet unterschiedliche Facetten eines Themas, das zu den Kernaufgaben der Malerei schlechthin gehört: Dem Erzählen von Geschichten. 

  • Wie, was und durch wen wird erzählt? 
  • Welchen Zweck verfolgen Künstler sowie Auftraggeber:innen damit zu unterschiedlichen Zeiten, und an welches Publikum richten sie sich dabei? 
  • Ist dies überhaupt immer eindeutig, oder werden die Betrachter:innen sogar manchmal bewusst in die Irre geführt? 
Diese und andere Fragen wirft die Sammlungspräsentation auf, in der manchmal alles anders ist, als es auf den ersten Blick scheint.

 

Zur Ausstellung im Kunst-Kultur-Blog:  

Alte Pinakothek zeigt eine bedeutende Neuerwerbung. Die Bayerischen Staatsgemäldesammlungen haben ein herausragendes Gemälde aus dem frühen 16. Jahrhundert erworben -  Der Ankauf des Kunstwerks von Hans Baldung Griens 'Maria als Himmelskönigin' für den Bereich der Altdeutschen Malerei der Alten Pinakothek ist etwas ganz Besonderes - Ab dem 05. Juni ist die bedeutende Neuerwerbung im Rahmen der Sammlungspräsentation „Wie Bilder erzählen - Storytelling von Albrecht Altdorfer bis Peter Paul Rubens“ in der Alten Pinakothek zu sehen  

Und anschließend einen Bummel durch Schwabing ... 

Alte Pinakothek

Barer Straße 27
80333 München

Öffnungszeiten

Dienstag – Sonntag: 10:00 – 18:00 Uhr

Sonderöffnungszeiten der Alten Pinakothek
  • Am Dienstag und Mittwoch schließt die Alte Pinakothek  um 20:00 Uhr.
  • Am Montag hat das Museum geschlossen. 

Eintrittspreise

Der Eintritt in die Alte Pinakothek in München 

  •  9 Euro & ermäßigt 6 Euro.
  • Kinder und Jugendliche unter 18 Jahren haben in allen Pinakotheken grundsätzlich freien Eintritt
  • Am Sonntag kostet der Eintritt in die Ausstellungen 1 Euro. 

Sei birrifici di Monaco, festival della birra e tradizioni

 Consiglio su Monaco: le taverne, i *Biergarten* e i tendoni tradizionali dei birrifici di Monaco 

 

*Biergarten* affollati a Monaco: sei birre monacensi che dovete assolutamente provare! ... E allora, tutti a Monaco! ... — Con i suoi festival della birra, questa splendida città sull'Isar merita sempre una visita...


Monaco ospita sei grandi birrifici: Augustiner, Hacker-Pschorr, Löwenbräu, Hofbräu, Paulaner e Spaten; ognuno di essi possiede numerose taverne e *Biergarten* (giardini della birra) ENGLISH -DEUTSCH - ITALIANO 

 

Monaco. Nel cuore della città, un particolare *Biergarten* cambia la birra in evidenza ogni cinque o sei settimane: presso il giardino della birra situato al Viktualienmarkt, i visitatori possono gustare una diversa birra monacense ogni poche settimane, sia in piedi al bancone che seduti nel giardino stesso. A proposito: potrete assaggiare tutte e sei queste varietà di birra anche alla 191ª edizione dell'Oktoberfest di Monaco, che si terrà sulla Theresienwiese dal 19 settembre al 4 ottobre 2026... magari nell'arco di sei giorni: una *Maß* (boccale da un litro) al giorno... Le taverne e i *Biergarten* appartenenti a ciascun rispettivo birrificio si trovano sparsi in tutta Monaco. Per inciso, la Giornata Internazionale della Birra si celebra in tutto il mondo ogni anno il primo venerdì di agosto; nel 2026, questa ricorrenza cadrà il 7 agosto! In momenti come questi, c'è solo una cosa da dire: un caloroso benvenuto nella splendida e cosmopolita città di Monaco... o, come dicono spesso i bavaresi ai turisti all'interno dei tendoni della birra: "Hock di her, dann san ma mehr!" (Accomodati pure: più siamo, meglio è!).
 
2 Maß Hacker Pschorr im Festzelt auf dem Münchner Oktoberfest, Foto: A. Waess


Il *Reinheitsgebot* e il "Test dei Lederhosen": se i calzoni di pelle restavano appiccicati alla panca, la birra aveva superato la prova... Dunque, rotta verso Monaco! — questa splendida città, con i suoi festival della birra, merita sempre il viaggio. A parte acqua, malto, luppolo e lievito, nulla più è ammesso nel tino di fermentazione — e i sommelier della birra ne conoscono ogni varietà.
Un *Maßkrug* (boccale da un litro) in un tendone della birra a Monaco. Foto: Helga Waess


Augustiner-Bräu: Una gioia per il cuore! — Il birrificio Augustiner è il più antico di Monaco.


Il birrificio fu fondato nell'anno 1328, il che lo rende il più antico birrificio di Monaco ancora in attività. L'Augustiner-Bräu ha sempre rifuggito la pubblicità e ha costantemente utilizzato una caratteristica bottiglia panciuta, mentre altri birrifici adottavano la snella bottiglia "NRW" per l'imbottigliamento. Il birrificio Augustiner è situato a sud dei binari ferroviari, su Landsberger Straße, nei pressi del ponte Hackerbrücke; chiunque vi passi davanti in auto ne riconoscerà il lungo muro in mattoni.

Ma torniamo brevemente alla storia: già nel 1328, i monaci dell'Ordine Agostiniano producevano la loro prima birra — una bevanda che guadagnò rapidamente popolarità in tutta la Baviera. Il birrificio "Augustiner" fu privatizzato nel 1817. Ancora oggi, l'etichetta della Augustiner *Hell* (lager chiara) è ornata dall'immagine del monaco agostiniano panciuto. 
 
Copertina del libro – Peter Hince, *QUEEN INTIM*, raffigurante "Freddie Mercury con una bottiglia di birra Augustiner" – Foto: A. Waess


Freddie Mercury, che visse a Monaco per quasi dieci anni, è ritratto sulla copertina del libro *QUEEN INTIM* mentre regge una bottiglia di birra Augustiner. Questa immagine iconica di Freddie con la birra Augustiner è disponibile per l'acquisto come fotografia d'arte — firmata e in edizione limitata — presso la Stephen Hoffman Gallery Als Fotokunst kann man dieses Ikonische Motiv von Freddie mti dem Augustinerbier in der Galerie Stephen Hoffman signiert und in limitierter Auflage erwerben (il link rimanda al sito web della galleria; situata in Prannerstrasse 5 — sul retro dell'Hotel Bayerischer Hof!). La galleria ospita attualmente la mostra "Marilyn Monroe – 100th Birthday" "Marilyn Monroe - 100th birthday", che celebra il fatto che MM avrebbe compiuto 100 anni il 1° giugno 2026.

Questa foto è stata scattata da Peter Hince — fotografo, autore e, per molti anni, capo roadie della rock band QUEEN — presso i Musicland Studios, situati all'interno dell'Arabella-Haus a Monaco di Baviera. In questo post del blog:

I Queen con Freddie Mercury, di Peter Hince, Monaco – Consigli di lettura – Storia della musica: La rock band QUEEN. Lettura consigliata: Peter Hince, *QUEEN INTIM: Groupies, Gin und Glitter – Auf Tour mit Queen* (Groupies, Gin e Glitter – In tour con i Queen). Una mostra fotografica dedicata agli scatti di Peter Hince sui Queen inaugurerà a fine ottobre 2023 presso la Stephen Hoffman Gallery di Monaco. Dai tempi in cui facevano da gruppo spalla ai Mott the Hoople fino a diventare la rock band di maggior successo di tutti i tempi: Peter Hince ha accompagnato i QUEEN per oltre dieci anni.
 
Un cameriere porta un vassoio di boccali di birra (*Maß*) ai clienti dell'Oktoberfest di Monaco. Foto: Helga Waess.


Il birrificio Hacker-Pschorr fu fondato nel 1417, ovvero nel Tardo Medioevo.



La birra Hacker-Pschorr viene menzionata per la prima volta nei registri ufficiali nell'anno 1417. A quel tempo, il birrificio era già situato in Sendlinger Straße, non lontano dal Municipio (nello specifico l'*Altes Rathaus* — il Vecchio Municipio — che oggi ospita il Museo del Giocattolo). Ancora oggi, il ristorante "Altes Hackerhaus" si trova esattamente in questo stesso luogo.

A partire dal XVIII secolo, la coppia monacense formata da Joseph Pschorr e Maria Theresia Hacker portò la propria azienda ai vertici dell'industria birraria di Monaco. A seguito di una divisione ereditaria, i birrifici Hacker e Pschorr si scissero in due entità distinte, dando origine a due diverse varietà di birra. Per inciso, dal 1972 la produzione birraria è tornata a svolgersi sotto il nome congiunto di "Hacker-Pschorr".

L'ex complesso del birrificio era situato appena a sud del ponte Hackerbrücke. Oggi, Hacker-Pschorr fa parte del gruppo birrario Paulaner. Le tredici varietà di birra Hacker-Pschorr — alcune delle quali prodotte solo stagionalmente — vengono imbottigliate esclusivamente in bottiglie con chiusura a scatto. 
 
La Legge sulla Purezza di Monaco è stata celebrata all'Oktoberfest di Monaco. Foto: Helga Waess

La Löwenbräu fu fondata alle spalle della Frauenkirche, nel quartiere Löwengrube.


La sua produzione ebbe inizio nel Medioevo (alla fine del XIV secolo). Il nome "Löwenbräu" compare per la prima volta come marchio nei registri ufficiali nel 1746 (nel Registro delle Birrerie di Monaco). Nel XIX secolo, sotto la proprietà della famiglia Brey, il birrificio crebbe fino a diventare il più grande di Monaco. La birra celebrativa della Löwenbräu venne successivamente prodotta presso la sede di Nymphenburger Straße, dove ancora oggi si trovano la Löwenbräukeller e il suo *beer garden* in Stiglmaierplatz. Per inciso, il celebre Festival della Birra Forte (*Starkbierfest*) e la "Notte dei Costumi Tradizionali" (*Nacht der Tracht*) rimangono due degli eventi di punta di questa sede.

Das Münchner Reinheitsgebot wurde auf dem Oktoberfest in München gefeiert, Foto: Helga Waess

L'ex complesso del birrificio era situato appena a sud del ponte Hackerbrücke. Oggi, Hacker-Pschorr fa parte del gruppo birrario Paulaner. Le tredici varietà di birra Hacker-Pschorr — alcune delle quali prodotte solo stagionalmente — vengono imbottigliate esclusivamente in bottiglie con chiusura a scatto. La Legge sulla Purezza di Monaco è stata celebrata all'Oktoberfest di Monaco. Foto: Helga Waess

La Löwenbräu fu fondata alle spalle della Frauenkirche, nel quartiere Löwengrube.

La sua produzione ebbe inizio nel Medioevo (alla fine del XIV secolo). Il nome "Löwenbräu" compare per la prima volta come marchio nei registri ufficiali nel 1746 (nel Registro delle Birrerie di Monaco). Nel XIX secolo, sotto la proprietà della famiglia Brey, il birrificio crebbe fino a diventare il più grande di Monaco. La birra celebrativa della Löwenbräu venne successivamente prodotta presso la sede di Nymphenburger Straße, dove ancora oggi si trovano la Löwenbräukeller e il suo *beer garden* in Stiglmaierplatz. Per inciso, il celebre Festival della Birra Forte (*Starkbierfest*) e la "Notte dei Costumi Tradizionali" (*Nacht der Tracht*) rimangono due degli eventi di punta di questa sede.

Il leone sul frontone del tendone della Löwenbräu alla Theresienwiese – con la statua della Bavaria e la Ruhmeshalle (Sala della Fama) sullo sfondo. Foto: A. Waess



Dal 1997, il Gruppo Spaten-Franziskaner-Löwenbräu opera congiuntamente sotto il conglomerato birrario Interbrew – oggi InBev.


La canzone "In München steht ein Hofbräuhaus..." ("A Monaco sorge una Hofbräuhaus...") è famosa in tutto il mondo e funge da spot pubblicitario per la birra proveniente dal cuore della città. Questa birra viene prodotta fin dal 1589, anno in cui il Duca Guglielmo V istituì il suo birrificio ducale. Nel XIX secolo, il birrificio si trasferì in Innere Wiener Straße, dove lo spettacolare e celebre Hofbräukeller – dotato di un leggendario *Biergarten* – continua ad attrarre visitatori.
 
Il tendone della Hofbräu all'Oktoberfest di Monaco. Foto: A. Waess



Nel 1939, la Hofbräu passò sotto la proprietà statale. Il birrificio – ufficialmente noto come *Staatliches Hofbräuhaus in München* (Birrificio Statale Hofbräuhaus di Monaco) – è probabilmente il marchio di birra più famoso al mondo e fu originariamente fondato presso l'*Alter Hof*. La celebre Hofbräuhaus am Platzl, situata non lontano dal Viktualienmarkt, è oggi considerata uno dei monumenti più importanti della città. La birra stessa viene ora prodotta appena fuori città, nei pressi del quartiere fieristico.
 
Hofbräu Festzelt auf dem Münchner Oktoberfest, Foto: A. Waess


Hofbräuhaus am Platzl in München, Foto A. Waess

Il Birrificio Paulaner e il monaco "Fratel Barnaba"


Il Birrificio Paulaner fu fondato da alcuni monaci nel quartiere Au di Monaco. Era il 1634 quando i monaci dell'Ordine dei Paulaner produssero una birra passata alla storia come *Paulaner-Festbier* – una birra che viene servita all'Oktoberfest ancora oggi.
Birra Paulaner di Monaco trasportata all'Oktoberfest su un carro da parata. Foto: A. Waess


Ciò che inizialmente attirava solo i monaci, ben presto scivolò giù per le gole degli amanti della birra di Monaco sotto forma di *Bockbier* — una birra forte — prodotta secondo l'antica ricetta di Frate Barnaba. Qualche anno fa (nel 2016), la sede centrale del birrificio Paulaner si è trasferita dal celebre Giesinger Nockherberg — noto per il suo Festival della Birra Forte e per il famoso *Politiker-Derblecken* (una satira pungente ai danni dei politici) — al quartiere monacense di Langwied.

Gli uffici amministrativi del birrificio rimangono situati nel quartiere Au, in Ohmüllerstraße; proprio sopra di essi si trova il *Paulaner am Nockherberg* — un popolare *beer garden* nonché sede dell'annuale Festival della Birra Forte, caratterizzato dal tradizionale discorso cerimoniale e da spettacoli di cabaret musicale. Il birrificio Paulaner è uno degli sponsor dell'FC Bayern Monaco.
La Torre Paulaner e la Torre Löwenbräu durante l'allestimento dell'Oktoberfest di Monaco. Foto: A. Waess

 

Spatenbräu – Il marchio "Spaten" ha spillato la prima "Münchner Hell"


Anche il rinomato birrificio Spaten affonda le sue radici nel Medioevo, essendo stato fondato nel 1397. Tutto ebbe inizio in Neuhauser Gasse. In seguito, il birrificio si trasferì in Marsstraße, dove oggi ha sede la sua direzione amministrativa. Al pari di Löwenbräu e Franziskaner, il birrificio Spaten fa parte del gruppo birrario internazionale AB InBev.

Nel 1894, Spaten lanciò la "Münchner Hell", che divenne rapidamente un bestseller. Oggi, nell'area dell'ex birrificio sorge un museo per i visitatori, mentre la birra stessa viene prodotta nell'antica sala cottura della Löwenbräu AG.


"Un consiglio: bevi Spaten!" — questo è lo slogan pubblicitario esposto sopra il tendone della Spaten all'Oktoberfest di Monaco. Qui, i fusti della nuova "Wiesn-Bier" della Spaten vengono trasportati verso l'area del festival. Foto: A. Waess

ECCO I NOSTRI ARTICOLI sul Festival della Birra Forte a Monaco:


    Nockherberg, Giesinger Bräu, Hirschgarten, Hofbräukeller, Forschungsbrauerei, Donisl, Löwenbräukeller, Augustinerkeller... Perché a Monaco, la "quinta stagione" viene tradizionalmente celebrata con Festival della Birra Forte che si tengono in accoglienti taverne e imponenti birrerie. Chi, quando e dove? Scopri qui i locali e le date!

E poi ci sono altri mastri birrai da scoprire — leggi il nostro articolo sul blog:


     Stagione del Festival della Birra Forte — La mescita inizia nel 2025... Serie: Festival della Birra Forte a Monaco 2025... La Perlacher Forschungsbrauerei, la Giesinger Bräu e il Löwenbräukeller (con la sua birra "Triumphator") danno il via alla stagione del Festival della Birra Forte — Una degustazione di birre forti. = Starkbierfestzeit - 2025 wird ausgeschenkt ...  Reihe: Münchner Starkbierfeste 2025 ...  Perlacher Forschungsbrauere und Giesinger Bräu und der Löwenbräukeller mit dem Triumphator starten in die Starkbierfestzeit - Starkbierverkostung

LINK: Il nostro articolo sui birrifici di Monaco all'Oktoberfest, pubblicato sul nostro Blog di Arte e Cultura:


  OKTOBERFEST: La "Wiesn-Bier" scorre nei boccali. La birra dell'OKTOBERFEST di Monaco: la Wiesn-Bier del 2022. Sei grandi birrifici di Monaco forniscono la birra per l'Oktoberfest monacense. =   OKTOBERFEST: Das Wiesn-Bier fließt in die Maßkrüge. Das Münchner OKTOBERFEST-Bier: Das Wiesn-Bier 2022. Sechs große Münchner Brauereien liefern das Bier zum Münchner Oktoberfest

UNESCO-Welterbetag 2026

 Welterbetag der UNESCO mit über 550 Veranstaltungen

 

"Welterbe begeistert. Der Veranstaltungsrekord beim UNESCO-Welterbetag belegt das. Dass Zehntausende Menschen die Welterbestätten heute besucht haben, ist ein starkes Zeichen für die Bedeutung des Kultur- und Naturerbes in unserem Land


UNESCO-Welterbetag 2026 erreichte deutschlandweit einen Veranstaltungsrekord - gemeinsam für Frieden und Verständigung: Zehntausende erleben Welterbe bei so vielen Aktionen wie nie zuvor - Der nächste Welterbetag wird am 6. Juni 2027  im sächsischen Marienberg eröffnet

 

UNESCO - Welterbetag. In Deutschland zählen 55 Kultur- und Naturerbestätten zum UNESCO-Welterbe. Mit mehr als 550 Veranstaltungen in allen Bundesländern hat der UNESCO-Welterbetag heute einen Rekord erreicht und Zehntausende Menschen an die Welterbestätten gebracht. Der Aktionstag auf Initiative der Deutschen UNESCO-Kommission und des Vereins UNESCO-Welterbestätten Deutschland machte bundesweit das große öffentliche Interesse am Kultur- und Naturerbe in Deutschland deutlich. Eröffnet wurde er heute in Regensburg, wo die Altstadt mit Stadtamhof seit 20 Jahren den UNESCO-Welterbetitel trägt. Besondere Akzente setzten außerdem das 30-jährige Jubiläum der UNESCO-Bauhaus-Stätten in Weimar, Dessau und Bernau sowie die Eröffnung des neuen „Welterbe Forums“ auf Zeche Zollverein in Essen. Weltweit machen derzeit 1.248 UNESCO-Welterbestätten in 170 Ländern die Geschichte der Menschheit und des Planeten erlebbar. Der nächste Welterbetag wird am 6. Juni 2027  im sächsischen Marienberg eröffnet.

Baden-Baden Kurhaus,
Foto: Helga Waess / Archiv


Zum heutigen Welterbetag im Kunst-Kultur-Blog: UNESCO: am Sonntag, 7. Juni 2026  um 11 Uhr wird in Regensburg der UNESCO-Welterbetag eröffnet - / für den Fotowettbewerb #WelterbeVerbindet können alle bis zum 9. Juni ihre Fotos einreichen

 

Maria Böhmer, Präsidentin der Deutschen UNESCO-Kommission, sagt: 

„Welterbe begeistert. Der Veranstaltungsrekord beim UNESCO-Welterbetag belegt das. Dass Zehntausende Menschen die Welterbestätten heute besucht haben, ist ein starkes Zeichen für die Bedeutung des Kultur- und Naturerbes in unserem Land.“


Fritz S. Ahrberg, Vorsitzender des Vereins UNESCO-Welterbestätten Deutschland, erklärt:

 „Die große Resonanz auf den UNESCO-Welterbetag zeigt, wie offen und vielfältig unser gemeinsames Erbe vermittelt wird. Welterbestätten sind Orte der Begegnung, an denen Geschichte erfahrbar wird und Menschen miteinander ins Gespräch kommen.“


Rund um die Eröffnung machte ein vielfältiges Programm das Welterbe in Regensburg erlebbar

Unter anderem waren der Markt der Welterbestätten, Angebote zum Donaulimes und Formate, die historische Themen aufgriffen für das Publikum ein toller Einblick in das Welterbe vor Ort.


Der nächste UNESCO-Welterbetag 

wird am 

6. Juni 2027 

im sächsischen Marienberg eröffnet

Die Stadt ist Teil der Welterbestätte Montanregion Erzgebirge/Krušnohoří.


Weltweit machen derzeit 1.248 UNESCO-Welterbestätten in 170 Ländern die Geschichte der Menschheit und des Planeten erlebbar

Sie sind Zeugnisse vergangener Kulturen, künstlerische Meisterwerke und einzigartige Naturlandschaften. Ihr Schutz und Erhalt liegen in der Verantwortung der gesamten Weltgemeinschaft.

In Deutschland zählen 55 Kultur- und Naturerbestätten zum UNESCO-Welterbe: Vom Wattenmeer über den Kölner Dom und die Alten Buchenwälder bis hin zu den Königsschlössern Ludwigs II. zeigen sie die Vielfalt des gemeinsamen Erbes. 

Unter dem Motto „Gemeinsam für Frieden und Verständigung“ präsentierten sich diese Orte am diesjährigen UNESCO-Welterbetag mit Programmen für alle Generationen. Der Aktionstag findet seit 2005 jedes Jahr am ersten Sonntag im Juni statt.

 

Information: 

Gemeinsame Pressemitteilung der Deutschen UNESCO-Kommission und des Vereins UNESCO-Welterbestätten Deutschland, 7. Juni 2026 

7. Juni 2026 UNESCO-Welterbetag

Fotowettbewerb #WelterbeVerbindet  - Interessierte können noch bis zum 9. Juni Fotos einreichen

 

UNESCO-Welterbetag - 500 Veranstaltungen machen das Welterbe in ganz Deutschland erlebbar - In Regensburg wird heute der bundesweiten Aktionstag eröffnet 


UNESCO: am Sonntag, 7. Juni 2026  um 11 Uhr wird in Regensburg der UNESCO-Welterbetag eröffnet - / für den Fotowettbewerb #WelterbeVerbindet können alle bis zum 9. Juni ihre Fotos einreichen


REGENSBURG - UNESCO. Der UNESCO-Welterbetag wird am 7. Juni, um 11 Uhr, mit einem Festakt im historischen Reichssaal in Regensburg eröffnet. Die Welterbestadt verbindet die Eröffnung mit einem besonderen Jubiläum: 20 Jahre UNESCO-Welterbetitel „Altstadt Regensburg mit Stadtamhof“. Unter dem Motto „Gemeinsam für Frieden und Verständigung“ laden die Deutsche UNESCO-Kommission und der Verein UNESCO-Welterbestätten Deutschland am Sonntag, 7. Juni 2026, bundesweit dazu ein, das Kultur- und Naturerbe zu entdecken – bei Führungen, Konzerten, Mitmachaktionen und Veranstaltungen für die ganze Familie. Das Stadtbauamt Münchens hat sich übrigens 2025 mit dem Olympiapark um den Status eines Welterbes der Unesco beworben - das kann aber ein paar Jahre dauern ........

Baden-Baden Kurhaus,
Foto: Helga Waess / Archiv

 

Beim Fotowettbewerb #WelterbeVerbindet 

können Interessierte bis zum 9. Juni alle ihre persönlichen Perspektiven auf die 55 Welterbestätten in Deutschland zeigen und sichtbar machen, was sie mit dem Jahresmotto verbinden. Alle Veranstaltungen, der Fotowettbewerb und viele weitere Informationen sind auf www.unesco-welterbetag.de zu finden. 

Baden-Baden  - UNESCO Welterbe "The Great Spa Towns of Europe"

Unter den "Bedeutenden Kurstädte Europas" ist unter anderem Baden-Baden Teil der europäischen Kulturgeschichte und in der Liste des UNESCO-Weltkulturerbes.

Unter den elf  Kurstädten in sieben europäischen Ländern finden sich drei in Deutschland:

  • Baden-Baden, 
  • Bad Ems 
  • und Bad Kissingen
 

UNESCO-Welterbestätten in Bayern

Diese elf Stätten stehen bereist auf der UNESCO-Liste des Welterbes:

 

  1. Würzburger Residenz und Hofgarten
  2. Wallfahrtskirche Die Wies
  3. Altstadt von Bamberg
  4. Grenzen des Römischen Reiches: Obergermanisch-Raetischer Limes
  5. Altstadt von Regensburg mit Stadtamhof
  6. Prähistorische Pfahlbauten um die Alpen
  7. Markgräfliches Opernhaus Bayreuth
  8. Augsburger Wassermanagement-System
  9. Die bedeutenden Kurstädte Europas
  10. Grenzen des Römischen Reiches: Donaulimes (westlicher Abschnitt)
  11. Die Schlösser König Ludwigs II. von Bayern: Neuschwanstein, Linderhof, Schachen und Herrrenchiemsee
Olympiapark München, im Hintergrund das Olympiastadion von 1972, Foto: Helga Waess (Pressefotoarchiv)


Maria Böhmer, Präsidentin der Deutschen UNESCO-Kommission, betont: 

„Welterbe gehört allen Menschen. Am UNESCO‑Welterbetag zeigen Stätten in ganz Deutschland, wie vielfältig und lebendig unser Kultur- und Naturerbe ist. So wird sichtbar, warum Welterbe mehr ist als ein Titel. Es ist ein gemeinsamer Auftrag für Frieden und Verständigung, für heute und für kommende Generationen. Die Welterbestätten haben diese Botschaft mit großem Engagement aufgenommen. Bundesweit wird es so viele Veranstaltungen am Aktionstag geben wie nie zuvor.“


Fritz S. Ahrberg, Vorsitzender des Vereins UNESCO-Welterbestätten Deutschland, erklärt: 

„Welterbestätten sind Orte der Begegnung. Sie ermöglichen es, Geschichte gemeinsam zu erleben, neue Perspektiven kennenzulernen und miteinander ins Gespräch zu kommen. Genau das wird am UNESCO-Welterbetag bundesweit erlebbar – mit hunderten Veranstaltungen, die zeigen, wie Welterbe Menschen verbinden kann. Dazu laden wir herzlich ein.“


Bundesweit stehen rund 550 Veranstaltungen auf dem Programm

  • So können Besucherinnen und Besucher im Hohle Fels auf der Schwäbischen Alb an mehrsprachigen Führungen teilnehmen, 
  • in Haithabu mit Kindern Geschichte praktisch entdecken, 
  • in Hildesheim zum Fotowalk aufbrechen, 
  • im Kloster Lorsch über den UNESCO-Auftrag diskutieren, 
  • im Bauhaus Dessau Führungen durch Kuratorinnen und Kuratoren erleben
  •  oder auf Zeche Zollverein das neue Welterbe-Forum kennenlernen
  • ... 


Damit bietet der Aktionstag zahlreiche Anlässe für regionale Berichterstattung, Bildtermine und Gespräche mit Welterbe-Expertinnen und -Experten vor Ort.


1.248 UNESCO-Welterbestätten in 170 Ländern weltweit machen die Geschichte der Menschheit und des Planeten erlebbar

Welterbestätten sind Zeugnisse vergangener Kulturen, künstlerische Meisterwerke und einzigartige Naturlandschaften. Der Schutz und Erhalt dieser Stätten liegt in der Verantwortung der gesamten Weltgemeinschaft.


Insgesamt 55 Kultur- und Naturerbestätten zählen in Deutschland zum UNESCO-Welterbe

Vom Wattenmeer über den Kölner Dom und die Alten Buchenwälder bis hin zu den Königsschlössern Ludwigs II. zeugen sie von der menschlichen Schaffenskraft und den Wundern der Natur. Unter dem Motto „Gemeinsam für Frieden und Verständigung“ präsentieren sich diese bedeutenden Orte am diesjährigen UNESCO-Welterbetag mit Programmen für alle Generationen.

Kurpark in Baden-Baden, Foto: Helga Waess (Archiv)



Freitag, 5. Juni 2026

TIPP: bis 31.10.2026 Rennwagen-Ausstellung in Wolfsburg

Motorsport-Tipp: bis 31. Oktober 2026 Ausstellung mit originalen Rennwagen der Motorsportgeschichte im Zeithaus in Wolfsburg

 

Von der Rennstrecke in die Autostadt: Sonderschau „Legenden – Leistung – Leidenschaft“ im Zeithaus zu sehen -  über 100 Jahre Motorsportgeschichte

 

Rennsportlegenden: Ab sofort bis Ende Oktober 2026 im Zeithaus in der Autostadt Wolfsburg: Exponate, die Motorsport und Marken geprägt haben



Wolfsburg. Ob quattro-Allrad, GTI oder Ducati-Superbike: Mit der neuen Sonderausstellung „Legenden – Leistung – Leidenschaft“ zeigt die Autostadt in Wolfsburg, wie Motorsport seit über 100 Jahren Innovationen auf die Straße bringt und Marken prägt. Anlass sind Jubiläen wie 125 Jahre Škoda Motorsport, 100 Jahre Ducati, 75 Jahre Porsche Motorsport und 50 Jahre GTI. Ergänzt wird die Schau durch prägende Audi-Exponate rund um den Mythos quattro und die Erfolge auf Rallyepisten und Rundstrecken.

SZ-Zeppelin, Foto: Helga Waess (Pressefoto - Kunst-Kultur-Blog)

Die Ausstellung vereint Autos und Motorräder, die für technische Umbrüche, große Siege und prägende Emotionen stehen.

Ergänzt durch historische Requisiten schenken fünf Themeninseln Einblicke in zentrale Kapitel der Motorsportgeschichte – für Besucherinnen und Besucher ein anschaulicher Zugang zu ausgewählten „Sportlern“ der Konzerngeschichte.

Auf fünf Themeninseln werden Highlights der Motorsportgeschichte präsentiert


Škoda  - 

125 Jahre Škoda Motorsport

Škoda blickt auf 125 Jahre im Motorsport zurück, die mit Motorrädern der Vorgängermarke Laurin & Klement begannen: Von der Slavia B aus dem Jahr 1901 über den Octavia TS, der 1961 einen Klassensieg bei der Rallye Monte Carlo errang, bis zum modernen Fabia RS Rally2 Evo reicht der historische Bogen über mehr als ein Jahrhundert. 

Ducati - 100 Jahre Ducati

Für genau ein Jahrhundert italienischer Motorradleidenschaft und Rennsportkompetenz steht die Marke aus Bologna. Sie ist mit Klassikern wie der Scrambler von 1973 und ihrem aktuellen Pendant aus 2025, aber auch mit rassigen Sportmaschinen vertreten: Die 851 sP2 ist eine straßenzugelassene Variante des Motorrads, mit dem die Marke 1990 erstmals die Superbike-Weltmeisterschaft gewann. Als modernes Superbike ist die 160 kW (218 PS) starke Panigale V4 aus dem Jahr 2026 am Start. 

Porsche - 75 Jahre Porsche Motorsport

Die Marke aus Zuffenhausen ist seit 75 Jahren im Rennsport erfolgreich. Bei den legendären 24 Stunden von Le Mans ging 1998 der Porsche LMP1 Spyder an den Start. Dank ausgefeilter Aerodynamik erreicht er bis zu 320 km/h. Der 911 GT3 R Hybrid von 2010 zeigt, wie Porsche den Motorsport seit Jahrzehnten als Entwicklungslabor für neue Technologien nutzt: Sein Sechszylinder-Boxer im Heck erhält Verstärkung durch zwei Elektromotoren, die je ein Vorderrad antreiben und beim Bremsen Energie an einen Schwungradspeicher liefern. 

Volkswagen - 50 Jahre GTI 

1976 kam der erste Golf GTI auf den Markt und wurde zu einem Mythos, der längst zur DNA der Marke Volkswagen gehört. Statt der ursprünglich geplanten 5.000 Stück liefen bis 1983 ganze 461.700 GTI der ersten Generation vom Band. Mit einem Golf I GTI aus dem letzten Baujahr und dem Golf III GTI Jubiläumsmodell von 1996 wird die Entwicklung des Kompaktsportlers deutlich, der in diesem Jahr seinen 50. Geburtstag feiert.

Audi -  quattro - seit Anfang der 1980er Jahre

Als sportliche Ikone der Marke Audi gilt der quattro, der Anfang der 1980er Jahre mit seinem Allradantrieb den Rallyesport nachhaltig veränderte. In der Saison 1983, als der ausgestellte Rallye quattro an den Start ging, gewann Hannu Mikkola auf Audi den WM-Fahrertitel. Ebenso markentypisch: Der Audi 200 quattro Trans Am mit Fünfzylinder-Turbomotor und Allradantrieb – mit ihm holten Hans-Joachim Stuck, Walter Röhrl und Hurley Haywood 1988 in Summe acht Siege und den Markentitel in der amerikanischen Rennserie.

Die Ausstellung „Legenden – Leistung – Leidenschaft“ 

... ist Teil der markenübergreifenden Inszenierung im Zeithaus, mit der die Autostadt Meilensteine der Mobilität erlebbar macht und in wechselnden Sonderschauen gezielt thematische Schwerpunkte setzt. Sie ist bis Ende Oktober 2026 zu sehen. 

Das Zeithaus kann täglich während der Öffnungszeiten der Autostadt

  •  von 10 bis 18 Uhr mit einer gültigen Tages- oder Jahreskarte 
  • sowie dem Autostadt Key besucht werden

Während des Autostadt Sommerfestivals vom 3. Juli bis 16. August 

  • ist die Ausstellung im Zeithaus von 9 bis 17 Uhr geöffnet

Donnerstag, 4. Juni 2026

3.4.-16.8.2026 Sommerfestival Autostadt Wolfsburg: 30 Live Konzerte

 Wolfsburg: Sommerfestival in der Autostadt mit 30 Live-Konzerten

 

Sommer- und Ferienprogramm in der Autostadt : Live-Konzerte internationaler Stars und Workshops rund um die Themen Kreativität, Design, Technik, Natur und Handwerk für alle Altersklassen

 

Vom 3. Juli bis 16. August 2026 Sommerfestival in der Autostadt

 
Wolfsburg.  „Beats, Bands und Beach“ in  der Autostadt in Wolfsburg.  Der Sommer bietet im Norden aber noch mehr: Ein tolles Rahmenprogramm begeisterte bereits im letzten Jahr Kinder, Jugendliche und ihre Familien mit Ferienworkshops, Klettersäulen oder dem kühlenden „Cool Summer Island“, einem schwimmenden Beachclub im Hafenbecken. Die Autostadt blickt auf den Besuch von über 42 Millionen Gästen seit der Eröffnung im Jahr 2000 zurück und man freut sich auf einen bunten Sommer … Line-Up der Konzerte siehe unten ...

 

Mit dem Oldtimer Käfer zum Sommerfest  in die Autostadt nach Wolfsburg, Foto: Helga Waess (Pressefotoarchiv)

Auf zwei Bühnen werden 30 internationale Top-Acts geboten


Die große Lagunenbühne mit Blick auf die Türme und die Porsche-Bühne lassen die bekannten Musikerinnen und Musiker in exklusiver  Konzertatmosphäre erleben. 

  •     Alle Auftritte auf der Lagunenbühne starten um 20 Uhr (Einlass: 18 Uhr), 
  •     die Live-Konzerte auf der Porsche-Bühne beginnen um 18 Uhr
  •     jedes Konzertticket ermöglicht den Eingang in die Autostadt bereits eine Stunde vor Beginn des Konzerts.

 

Autostadt Sommerfestival 2026


  1. 03.07.2026 – Rita Ora, Lagunenbühne
  2. 05.07.2026 – Jovanotti, Lagunenbühne
  3. 08.07.2026 – Miles Electric Band, Porschebühne
  4. 10.07.2026 – Safri Duo, Porschebühne
  5. 11.07.2026 – Bausa, Lagunenbühne
  6. 12.07.2026 – Peter Heppner feat. Marcus Meyn, Lagunenbühne
  7. 14.07.2026 – Laith Al-Deen, Porschebühne
  8. 15.07.2026 – Dominique Fils-Aimé, Porschebühne
  9. 16.07.2026 – OneRepublic, Lagunenbühne
  10. 17.07.2026 – Bruckner, Porschebühne
  11. 18.07.2026 – Zucchero, Lagunenbühne
  12. 19.07.2026 – Asaf Avidan, Lagunenbühne
  13. 21.07.2026 – Ledisi, Porschebühne
  14. 23.07.2026 – Isaak, Porschebühne
  15. 24.07.2026 – Joss Stone, Lagunenbühne
  16. 25.07.2026 – Ryan McMullan, Porschebühne
  17. 29.07.2026 – Alan Walker, Lagunenbühne
  18. 30.07.2026 – Paula Dalla Corte, Porschebühne
  19. 31.07.2026 – Ida Nielsen & The Funkbots, Porschebühne
  20. 01.08.2026 – Gregor Meyle, Lagunenbühne
  21. 02.08.2026 – Sons of the East, Porschebühne
  22. 05.08.2026 – Milow, Porschebühne
  23. 06.08.2026 – Kai Strauss, Porschebühne
  24. 07.08.2026 – Robin Schulz, Lagunenbühne
  25. 08.08.2026 – ClockClock, Lagunenbühne
  26. 09.08.2026 – Paula Carolina, Porschebühne
  27. 13.08.2026 – Leony, Hauptbühne
  28. 14.08.2026 – Natasha Bedingfield, Lagunenbühne
  29. 15.08.2026 – Amy Macdonald, Lagunenbühne
  30. 16.08.2026 – Calum Scott, Lagunenbühne 

 


Kindersommer-Rahmenprogramm mit Mitmachangeboten


  •     Bildungsworkshops 
  •     Klettern an Kletterwänden
  •     Gestaltung kleiner Elektromobile
  •     Arbeiten mit einem 3D-Drucker
  •     Bau eines Outdoor-Spieles aus Holz
  •     Werkstationen im „MobiVersum“ mit wechselnden Mitmachaktione
  •     Loungeschaukeln im Park und auf „Cool Summer Island“
  • ... 


Informationen unter :    www.autostadt.de/bildung

 

Dienstag, 2. Juni 2026

August-Sander-Preis für den Fotografen Frieder Bickhardt

 FOTO-AWARD: August-Sander-Preis 2026 für Frieder Bickhardt

 

Auszeichnung für Portraitfotografie: Für das Fotografie-Projekt „City Plaza“ wird Frieder Bickhardt 2026 mit dem fünften August-Sander-Preis ausgezeichnet

 

In einem Langzeitprojekt porträtierte der Photograph die Bewohner*innen eines selbstorganisierten Geflüchtetenkollektivs in Athen


Köln. Für sein Projekt „City Plaza“ wird Frieder Bickhardt 2026 mit dem fünften August-Sander-Preis ausgezeichnet. Im Mittelpunkt stehen mit der Großbildkamera erarbeitete Schwarz-Weiß-Portraits von Bewohner*innen eines ehemals leerstehenden Hotels in Athen. Von 2016 bis 2019 haben Geflüchtete gemeinsam mit lokalen Aktivist*innen und zahlreichen internationalen Freiwilligen ein selbstorganisiertes Kollektiv gebildet. Bis zu 450 Personen haben zeitweise in dem Gebäude gelebt. Frieder Bickhardt hat den Ort über die Jahre insgesamt fünfmal besucht und während seiner aktiven Mitwirkung ein vielschichtiges photographisches Projekt erarbeitet. Für seine Portraits hat er auf der Dachterrasse des Gebäudes einen improvisierten weißen Hintergrund installiert, vor welchem er die Personen zumeist einzeln und als Brust- oder Halbportrait streng frontal abgelichtet hat. Durch diese Herangehensweise rückt Frieder Bickhardt einerseits die Individualität und Persönlichkeit eines jeden einzelnen in den Mittelpunkt und betont gleichzeitig das Verbindende und Gemeinschaftliche der Gruppe.

SZ-Zeppelin, Foto: Helga Waess (Pressefotoarchiv - Kunst-Kultur-Blog)

Die Jury, bestehend aus 

  • Dr. Anja Bartenbach, Stifterfamilie; 
  • Prof. Dr. Franziska Brons, Kunsthistorikerin, FU Berlin; 
  • Jean-Paul Deridder, Kurator, Brüssel; 
  • Andreas Mader, Photograph, Winterthur 
  • und Claudia Schubert

Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur, zeigt sich von Konzept und technisch formaler Ausarbeitung der Portraitaufnahmen besonders überzeugt. 

„Frieder Bickhardt hat in seinem Projekt mit photographisch gekonnten Mitteln eine der wichtigen Fragen der Gegenwart angesprochen und auf menschliche Grundfragen verwiesen“, so die Jury.



Im Frühjahr 2027 wird „City Plaza“ in der Photographischen Sammlung/SK Stiftung Kultur präsentiert

 Über die Portraits hinaus sind zwei weitere Serien Teil des Projekts: 

Zum einen eine dokumentarische Beschreibung des Ortes und der Räume, zum anderen Photographien, die die Bewohner*innen selbst von ihren alltäglichen Erfahrungen gemacht haben.


Frieder Bickhardt (*1987)

 hat an der HS Hannover, der HAW Hamburg und der Dänischen Hochschule für Medien und Journalismus in Aarhus studiert. Seit 2014 ist er als freischaffender Photograph tätig. Er lebt und arbeitet in Leipzig. Auch ist er Mitbegründer der photographischen Initiative unofficial.pictures, die Workshops und Ausstellungen veranstaltet, Bücher und Zeitungen herausgibt, mit dem Fokus auf Inklusion und gesellschaftlicher Teilhabe.


Der August-Sander-Preis wird seit 2018 alle zwei Jahre ausgelobt

Er wurde von Ulla Bartenbach und Prof. Dr. Kurt Bartenbach gestiftet . Auch auf die nun fünfte Ausschreibung ist die Resonanz erfreulich groß gewesen, mehr als 120 Einsendungen aus dem In- und Ausland sind eingegangen.

 

Information: Pressemeldung SK Stiftung Kultur der Sparkasse KölnBonn